In questa intervista andremo a parlare dei Mandala, in particolare della Pittura su i Mandala. Ne parleremo con la pittrice di Mandala Shanti Tozzi.

-Andiamo a vedere innanzitutto che cos’è un Mandala, il significato della parola Mandala, la cultura da cui proviene e anche un po’ la storia del Mandala.

– Come probabilmente saprete, il Mandala viene dalla cultura Tibetana, e quasi sicuramente tutti voi avrete visto i bellissimi Mandala tibetani che sono pieni di rappresentazioni religiose, legate e connesse al Buddhismo. Quelli sono i Mandala tradizionali. Io non faccio Mandala tradizionali, però la tecnica di cui parlerò più tardi viene proprio dal Tibet.

– Che significato ha Mandala, come parola, oggetto?

– Mandala in tibetano vuol dire “cogliere l’essenza” quindi cogliere il centro del tuo Essere. Già questo titolo ci dà il senso del lavoro del Mandala, che non è solamente un lavoro di tipo spirituale, ma è un lavoro di introspezione, di ricerca del sé.

-Ognuno ha il proprio Mandala?

-Si, ognuno fa il proprio Mandala, poiché il Mandala stesso ti rappresenta. Dato che dipingere un Mandala è una rappresentazione di te stesso, ciò significa anche una ricerca interiore.
Infatti, Jung usò tantissimo i Mandala. Ad un certo punto del suo lavoro, attraverso uno studio che fece sulla cultura orientale, scoprii i Mandala. Li fece lui stesso e fece fare ai suoi alunni dei piccoli Mandala, non tecnicamente bellissimi come sono i nostri, ma utili per leggere l’inconscio.
Il Mandala rivela, attraverso forme e colori, i processi che succedono nell’inconscio di cui vorremmo diventare consapevoli.

-Che tipo di Mandala costruisci, magari in base alle richieste del cliente?

-Io in genere ho degli alunni, più che dei clienti, e ognuno dipinge il proprio Mandala. Solitamente l’alunno viene allo studio, di base nei gruppi che si svolgono il sabato e la domenica, e attraverso la tecnica di costruzione del Mandala l’alunno impara a dipingere. La tecnica è la rotazione del movimento intorno al centro, e l’alunno impara naturalmente anche se non sa dipingere. Molte persone sono terrorizzate dalla pittura, ma all’inizio si impara a creare proprio Mandala in maniera tecnica.
La cosa bella è che il Mandala che si crea non è il Mandala che tu pensi di voler creare. Per esempio, l’alunno vuole disegnare un fior di loto al centro o un Buddha seduto, ma il Mandala viene fuori attraverso l’intreccio della ripetizione delle linee che si fanno col compasso o con la riga. Quindi, all’inizio è un lavoro estremamente tecnico.

-Si tratta quasi di disegno tecnico, usando riga e compasso?

-Si, all’inizio il lavoro è tecnico, per cui ti destruttura completamente, perché generalmente le persone sono abituate ad affrontare tutte le cose con la mente. Ma la pittura non ha niente a che fare con la mente. La pittura ha a che fare semmai con la visione, noi diciamo il “terzo occhio”, quindi ha a che fare con il vedere, come la musica col sentire, con l’udito. Quindi si tratta di placare questa mente che vuole intervenire e prendere il controllo.

-La parte razionale della mente che bisognerebbe lasciare da parte, quindi per permettere di sviluppare la parte creativa?

-Esatto, bisogna mettere da parte la mente razionale e lasciare che succeda quello che succede. All’inizio c’è un aspetto molto tecnico, e si lavora per arrivare a tirar fuori qualcosa da questo ordinato caos di linee circolari che si ripetono intorno al centro.
Guardando il “caos ordinato” da lontano poi, a un certo punto, potrai riconoscere delle forme che ti corrispondono, per esempio una farfalla, un fiore, la luna, qualsiasi forma tu riconosci.
Tu, che stai costruendo il Mandala, riconosci le forme. Io posso aiutare, con la mia esperienza, ma sei tu che vedi la forma che riconosci.

-Ti ringrazio veramente per essere rimasta ai nostri microfoni, aver aperto il mondo dei Mandala a tutti, per averci spiegato di cosa si tratta, che non è solo un disegno, non è solo una rappresentazione figurativa ma è anche un modo di trasmettere le nostre emozioni e il nostro essere.

I miei migliori auguri per buona continuazione di carriera, di esperienza di vita e quindi di Mandala.

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